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realtà aumentata sky sport Moving Dots

La realtà aumentata è sempre più usata

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A metà strada tra la realtà (quella vera) e quella virtuale troviamo la realtà aumentata, una tecnologia di visualizzazioni di contenuti che si diffonde sempre più, dal broadcasting alle app per i nostri smartphone, passando per i software di settore.

Ne abbiamo visto le prime applicazione e le potenzialità qualche anno fa; una delle applicazioni che ne faceva abbondante uso e che, molto probabilmente, conosciamo bene è Pokemon Go. Il gioco Nintendo sbarca per la prima volta sui nostri smartphone usando le tecnologie già presenti, per fornire una mix tra geo-localizzazione e realtà aumentata. Fu un successo planetario e contribuì moltissimo a diffondere questa tecnologia.

In seguito, il notevole aumento delle prestazioni dei computer e delle elaborazioni delle immagini in real time, con l’ausilio del machine learning hanno reso questa tecnologia più facile da utilizzare, complice anche l’esperienza acquisita da google con i suoi enigmatici Google Glass (di cui poi, non si è fatto più nulla, per problemi di privacy) e Microsoft con Hololens.

Finalmente in questo ultimo anno vediamo le prime applicazioni legate al broadcasting; la realtà aumentata esce dalla nicchia dei dispositivi mobili/indossabili per entrare nelle nostre TV.

Le prime sperimentazioni apprezzabili le abbiamo viste su Sky Sport, dove la realtà aumentata metteva in evidenza grafiche tridimensionali d’impatto in ambienti convenzionali, come ad esempio l’ultima creazione della pay-tv: Sky Sport Quiz. Qui potete trovare un approfondimento di DDay.

Geniale anche l’ultima trovata della rete francese France 2, che la usa in maniera massiccia per spiegare il fenomeno disastroso degli incendi in Australia.

Moving Dots sta già sperimentando questa tecnologia per migliorare la creatività e l’immersività delle sue creazioni.

Motion Graphic Moving Dots

Motion Graphic – Cos’è questa forma d’arte

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Si parla tanto di Motion Graphic, ma effettivamente cos’è questa forma d’arte che nasce nell’800. Iniziamo con il distinguerla dalla grafica statica; come possiamo intuire la differenza sostanziale è il movimento; cioè l’arte della grafica ma in movimento o meglio, ogni progetto creativo all’interno del quale uno o più elementi si muovo è considerato un opera di motion graphic.

Le origini

Sebbene sia facile intuire che fu l’industria del cinema a gettare le basi per la motion graphic, si può far risalire le origini anche ai libri animati o zootropi, ma meglio invece far gettare le basi alle prime sequenze dei titoli di testa nel cinema.

La motion graphic come la conosciamo oggi però deve i suoi natali all’invenzione dei primi cartoni animati e ai primi lavori del cinema degli anni ’50/’60.

Tuttavia il primo a indicarla con questo nome fu Jhon Whitney, padre dell’animazione al computer che nel 1960 fondo la sua azienda che si occupava di creare sigle per la televisione e il cinema.

Il tutto si è poi evoluto fino ai giorni nostri.

Il compito del Motion Designer

Il compito del Motion Designer è quasi magico: dare vita a statiche rappresentazioni con l’utilizzo di effetti e tecniche che rendano il prodotto finale emozionante, interessante e coinvolgente.

Non deve far altro che comunicare allo spettatore il messaggio che si era prefissato, e per riuscirci al meglio deve possedere doti empatiche, idee originali e ottima creatività. Che siano i titoli di coda di un film, dei loghi animati, delle pagine web interattive o presentazioni aziendali il suo obbiettivo è quello di stupire.

Software e Hardware del motion grapher

I mezzi per realizzare le visioni del motion grapher sono essenzialmente 2: un hardware potente e un software specifico.

Il motion graphic designer deve possedere le qualità di un grafico e quelle dell’animatore, ecco perché sia i software che gli hardware adatti a tale scopo sono molto costosi, perché devono integrare numerose caratteristiche per soddisfare al meglio queste esigenze e non mettere limiti alla creatività.

I software più usati sono: After Effects, Maya e Cinema 4D. Ma si passa anche attraverso altri software come illustrator o Photohop. L’importante è che abbiano la capacità di combinare video, testi, musica, parlato, visualizzazione di dati, effetti speciali e animazioni 3D.

L’hardware si prende la parte più onerosa tra gli strumenti del motion grapher e si avvale di computer molto potenti, chiamate workstation, dal costo di qualche migliaio di euro, come i nuovissimi Mac Pro ad esempio; il tutto deve essere accompagnato da monitor professionali in grado di avere una corrispondenza cromatica e di illuminazione/contrasto superiori alla media.

Moving Dots utilizza il meglio della tecnologia attuale per creare le migliori motion graphic possibili e non dare limiti alla creatività.

Design e Grafica i Trend del prossimo anno

Design e Grafica – I Trend del prossimo anno

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Il trend grafico e di design sta cambiando in maniera più prevedibile in questi ultimi mesi, e rende più facile anche una lettura per il prossimo anno. A meno di smentite straordinarie riteniamo che ci sia un generale assestamento sul minimalismo, sia per quanto riguarda le produzioni statiche che dinamiche, idem per la scelta dei font che converge verso il Sans Serif.

Ma vediamo effettivamente cosa potrebbe succedere nel corso del prossimo anno.

Monocromatico

Si è visto molto durante questi ultimi mesi; il design monocromo non è un semplice ritorno al bianco e nero ma un ritorno all’omogeneità del colore. Di solito viene realizzato scegliendo un colore o un breve intervallo di colori simili. Il motivo di una tale scelta è per focalizzare l’attenzione sulle forme o sul testo.

Metallico

Già da qualche mese stiamo iniziando a notare un ritorno dello stile metallico, specialmente delle tonalità oro. L’effetto metallo era molto in voga durante i primi anni del 2000, ma oggi pare sia tornato in auge, complice il desiderio di realismo che, vediamo sempre più spesso.

Realismo

Come detto più su, sopratutto nella grafica 3D il realismo è il trend più in vigore in questi ultime settimane. Emerge prepotente il desiderio di curare i dettagli, anche in maniera maniacale, come a voler sottolineare un realismo quasi brutale.

Line Art o Silhouette

Anche questo è uno stile grafico che sa essere molto apprezzato, dove il gioco di luci e ombre comunica un forte impatto emotivo. Lo si è visto in modo particolare nel packaging e si confonde spesso con lo stile monocromatico. Crediamo che l’anno prossimo raggiunga il culmine.

Secondo noi di Moving Dots, questi sono i trend grafici che la faranno da padrone per l’anno a venire, con buona pace dei detrattori.

 

RGB HaptX

RGB HaptX – La plugin di Unity che facilità il lavoro

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Nella previsualizzazione con la Realtà Virtuale è importante che il soggetto si senta in un ambiente  realmente immersivo; l’ausilio di nuove tecnologie come quella RGD HaptX è una necessità importante per la piattaforma DIVE di Moving Dots.

Fino a oggi è stato molto impegnativo implementare le sensazioni tattili, in modo credibile, negli enviroment 3D; sia perché la creazione, il test e il perfezionamento degli “effetti aptici” (sensazioni tattili) è un processo noioso, sia perché richiede uno studio approfondito per essere realistico.

La plugin sviluppata per Unity agevola il nostro lavoro, evitando la programmazione manuale di frequenza e ampiezza a favore di un approccio basato sulla forma d’onda che fornisce agli sviluppatori una pipeline familiare quando si tratta di creare, implementare e innescare eventi tattili, permettendoci di risparmiare tempo e creare un ambiente molto più “appagante“.

Questo è un esempio applicato alla previsualizzazione in ambito automotive.

Il mestiere del colorist - Da Vinci Resolve

Il mestiere del colorist – Da Vinci Resolve

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Nelle produzioni video in genere, sopratutto quelle ad alto budget, il bilanciamento dei colori è una componente molto importante e la figura professionale del colorist è sempre più richiesta.

La color correction è una fase ormai obbligatoria della post produzione video e tra i software più avanzati che si occupano di questo aspetto troviamo Da Vinci Resolve di Blackmagic.

Il lavoro del colorist è quello di bilanciare l’illuminazione, il contrasto e i colori delle immagine riprese, spesso anche solo in porzioni di esse. Sebbene possa sembrare una cosa facile, il lavoro di un bravo colorist è nettamente più impattante di una semplice correzione cromatica.

La color grading che effettua il colorist è una vera e propria forma d’arte e spesso fa la differenza tra un video bello e uno stupefacente. Con la color grading possiamo suscitare stati d’animo (Azzurro rassicurante, Rosso passionale, ecc.), cambiare il momento di una giornata (accendere i colori di un tramonto o trasformare una scena diurna in notturna) o semplicemente suggerire un’ambientazione (Blu artico o Verde foresta).

Inoltre il software scelto può velocizzare il lavoro del colorist o semplicemente mettergli a disposizione potenti strumenti per creare immagini devastanti; ecco perché la scelta di Moving Dots è ricaduta sull’ultima fatica di Blackmagic: Da Vinci Resolve.

Il massimo del software per creare il miglior prodotto per i propri clienti; Da Vinci Resolve è attualmente usato da moltissime major di Hollywood in produzioni Marvel e Universal.

Logitech inventa la Stylus per la Realtà Virtuale

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Logitech lancia, sulla piazza della Realtà Virtuale, una Stylus (VR Ink ‘Pilot Edition’) capace di portare a nuovi livelli di creatività la produzione grafica.
L’oggetto ha caratteristiche molto interessanti: è dotato di una notevole precisione e un tempo di risposta davvero molto buono. Come possiamo vedere dai video 1 e 2.

Maggiori informazioni potete trovarle su Road to VR, cliccando qui.

Moving Dots è sempre molto attenta al rilascio di tecnologie coma questa per incrementare la produttività e accentuare la creatività.

L’IA che fa rivivere la Mona Lisa – Samsung e l’algoritmo che crea video falsi con una sola foto

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Ne abbiamo viste molte, e ne vedremo molte di più! Parliamo delle manipolazioni, dei fake delle ricostruzioni real-time! …basta un Clock! si esatto, Clock non Click! Basta in microsecondo e grazie ai passi da gigante che ha fatto l’intelligenza artificiale e i vari algoritmi di machine learnig, verranno generate animazioni realistiche del volto umano partendo da singole foto. Questa volta l’ennesimo balzo in avanti di questa tecnologia è stato compiuto da Samsung sulla famosa opera di Leonardo Da Vinci: Mona Lisa. Ma non solo anche altri grandi artisti sono stati “vittime” di questa tecnologia.

via GIPHY

Nel video qui sopra potete vedere questo algoritmo in funzione, tenendo conto che più immagini inseriamo migliore sarà il risultato finale, ottenendo un movimento del tutto naturale.

Ancora una volta l’ AI non sposta in alto l’asticella dei limiti ma genera nuove tendenze!

Se volete approfondire l’argomento ecco il link all’articolo originale.

 

NVIDIA sviluppa un Tool per generare paesaggi basato sul Machine Learning

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E’ stata chiama GauGAN la nuova tecnologia di NVIDIA che trasforma semplici schizzi in veri e propri paesaggi foto realistici, grazie ad un algoritmo di Machine Learning chiamato GAN (generative adversarial networks).

Come potete vedere dal video in calce all’articolo, l’app di NVIDIA riesce a elaborare un vero e proprio landscape da semplici schizzi, simili a quelli di un’artista post-impressionista (ecco perché la scelta di Gauguin).

La tecnologia sviluppata da NVIDIA tornerà utile, in futuro, a noi di Moving Dots, nell’automazione per la previsualizzazione, aiutandoci a creare ambienti realistici riducendo i tempi di produzione e di conseguenza i costi.

Anche in questo caso Moving Dots si dimostra attenta all’utilizzo di nuove tecnologie per offrire ai clienti sempre la migliore qualità possibile.

 

Cambiamento Moving Dots

Cambiamento – L’evoluzione tecnologica al servizio del cliente

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Cambiamento” è una delle parole che sentiamo anche troppo spesso nel linguaggio moderno.
Raccoglie molti aspetti della vita quotidiana, dal privato al lavorativo e affettivo, e spesso tendiamo a non accorgerci di come cambiamo profondamente il nostro stile di vita.

Ecco, questo concetto di cambiamento/integrazione è sempre stata una “chiave” nel nostro mondo lavorativo.
Ognuno poi lo interpreta a modo suo: noi la chiamiamo “Evoluzione“.

Già, in questo settore chi non si evolve si estingue; per quello si sente spesso la parola “dinosauro“.
Il prezzo che si paga non investendo in tal senso è alto.

Da quando ne abbiamo memoria non abbiamo mai smesso, anche dopo lunghe sessioni lavorative, di vedere, capire e seguire i trend e le nuove frontiere tecnologiche avendo sempre chiaro l’obiettivo da perseguire.

Evolvere quindi non è solo comprare l’ultimo software o l’ultima trovata tecnologica; è invece studiare cosa avviene all’estero, capire i modelli di marketing e soprattutto guardare oltre i confini e lasciarsi ispirare dalle correnti che aleggiano nel mondo, ma scegliendo quelle più consone al nostro stile: questo lo si ottiene solo con obiettivi ben precisi.

Altro tassello fondamentale è avere un team da alimentare e cioè delle risorse, che una volta formate, seguano questa “corrente evolutiva“.

“Change” is one of the words we hear too often in modern language.
It collects many aspects of everyday life; private, business and afective and we often not to notice how our lifestyle changes in deep.

Here, this concept of change / integration has always been a “key” in our world of work.
Everyone own a “key” to read it, but we call it “Evolution”.

Already in this sector that doesn’t evolve is extinguished. That’s why we often hears the word “dinosaur”.
The price you pay not investing in this sense is high.
Since we’ve remembered we have never stopped, even after long work sessions, to see, understand and follow the trends and the new technological frontiers, always bearing in mind a clear objective.

Evolving therefore is not just buying the latest software or the latest technological stuff. It is instead to study what happens abroad, to understand marketing models and above all to look beyond the boundaries and to be inspired by the currents that flutter around the world: this is achieved only with precise objectives.

Another fundamental element is to have a team to feed, that is, the resources that once formed follow this “evolutionary” current.

8K Moving Dots

8K – Le difficoltà di produzione

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Ormai l’8K è il prossimo passo dell’evoluzione video, e anche se non siamo ancora riusciti a diffondere a dovere il 4k, noi di Moving Dots siamo sempre abituati ad andare oltre e aumentare la risoluzione dei nostri video.

Di recente abbiamo realizzato una installazione fatta di Hololed per un totale di oltre 8K di risoluzione orizzontale e in passato siamo andati ben oltre, lavorando su video che  tranquillamente triplicavano l’8K; il tutto per proiettare ed accendere Edifici e mega strutture.

Girare in 8K

Il primo vero esempio delle difficoltà di gestire questa tecnologia le ha avute, per primo, James Gunn quando sono iniziate le riprese di Guardiani della Galassia Vol. 2. James ha usato delle videocamere RED Weapon 8K VV che, grazie al sensore Monstro CMOS da 35,4 Mpixel è riuscito a catturare immagini alla risoluzione di 8192 x 4320 pixel, a 75 frame al secondo.
Nei primi 34 giorni di riprese, l’incredibile videocamera di RED ha creato 100 TB di dati, che devono poi essere stoccati ed elaborati da sistemi informatici in grado di stare al passo con le richieste computazionali del nuovo standard.

Teniamo poi conto di un altro fattore importante: i supporti. Ad oggi non esiste un supporto consumer in grado di immagazzinare i dati di una produzione del genere; i Blu-Ray 8K non esistono, lo streaming è ancora un’utopia, visto che è necessaria una velocità di banda larga che solo in pochi possono disporre.

L’unica via, per ora, rimane la trasmissione satellitare: i primi test hanno confermato che è possibile trasmettere un contenuto 8K con una profondità di colore di 10 bit e a 60 fps, utilizzando il codec HEVC e un bitrate di 80 Mbps. La trasmissione via satellite è dunque fattibile per l’8K, ma è necessario un nuovo codec, più efficiente.

Produrre in 8K

Di pari passo salgono anche le difficoltà della piccola produzione video dove i costi si moltiplicano; noi ci siamo già muniti di queste tecnologie visto che nel settore degli Show ed Eventi internazionali lavorare oltre il 4K è consuetudine.

Ovviamente in caso di post produzione, i tempi per i rendering salgono drasticamente a discapito della fluidità di gestione del lavoro, ma oggi grazie alle Render Farm in GPU, HDD SSD e notevole RAM riusciamo ad essere flessibili.

In conclusione, possiamo affermare che la corsa all’8K è probabilmente più una questione di marketing per il settore consumer, mentre per noi è ormai un marchio di fabbrica da oltre un lustro.

Ogni giorno ormai nascono soluzioni che incrementano la qualità delle immagini e la facilità di lavorazione dei flussi complessi. Noi siamo sempre attenti ed investiamo per snellire sempre più il processo.

Infine oggi siamo “sommersi” dai video in real time; il 4K è alle porte mentre l’8K seguirà a breve; ma la domanda vera è: cosa avverrà nei prossimi 10 anni visto che abbiamo ormai “saturato” e portato al limite le attuali tecnologie.

Una cosa è certa: noi DOTS saremo pronti.

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